Sostenere qualcuno che sostiene qualcuno

Chi assiste un proprio caro spesso dimentica se stesso — fargli sapere che pensi anche a quella persona è prezioso e raro.

Quello che aiuta

Quando qualcuno si occupa di un caro malato, in lutto o in una crisi prolungata, l'attenzione di chi sta intorno va naturalmente verso la persona principale che soffre. Chi è in prima linea nel sostegno diventa invisibile — eppure assorbe un carico emotivo e logistico molto reale, spesso senza uno spazio per posarlo.

Chi assiste non esprime sempre quello che vive — a volte per pudore, a volte perché minimizza la propria sofferenza di fronte a quella dell'altro. « Non sono io che soffro davvero » è un pensiero frequente che taglia l'accesso al sostegno. E questa autocensura può portare all'esaurimento senza segnali di avvertimento.

Un semplice messaggio alla persona che accompagna — distinto da quello rivolto alla persona in difficoltà — può fare una differenza inattesa. Segnala: « vedo anche quello che questo chiede a te ». Questo sguardo su chi assiste, non solo sulla situazione, è un gesto raro e spesso profondamente apprezzato.

Esempio concreto

« Penso a tutti e due — e anche a te, in quello che stai attraversando dalla tua parte. »

Da ricordare

Da provare la prossima volta

Se conosci qualcuno che accompagna un caro in difficoltà, mandagli un messaggio rivolto proprio a quella persona — separato da tutto il resto.

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